«Il “Gattopardo” fatto regione»


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TERMOLI. «Il “Gattopardo” fatto regione», è questo l’incipit della riflessione inviata dall’avvocato Simone Coscia, esponente del panorama politico nell’ambito del centrosinistra.

«Il nostro piccolo Molise ha avuto, fin dalla sua nascita, una forza politica dominante.

E non in senso relativo, visto che la Dc ha sempre viaggiato con percentuali da maggioranza assoluta, fino al picco del 72% raggiunto a Termoli negli anni 80.

Poi arrivò Tangentopoli, i partiti tradizionali si sfaldarono, ed il dominio Dc sembrò finire anche nel Molise. Nacquero anche qui il Centrodestra ed il Centrosinistra ma, non a caso si può dire, con il senno di poi, la parola centro in entrambi gli schieramenti precedeva l’altra e con la maiuscola.

Il trasformismo dilagante ha fatto sì che le correnti che la componevano si siano mimetizzate nelle sigle che contraddistinguono i vari partiti attuali, facendo in modo che i vari discendenti dei capicorrente precedenti divenissero dominus, ognuno nel proprio “nuovo” partito.

Ma la familiarità tra i vari clan è rimasta intatta, tant’è che negli anni si è assistito al continuo trasmigrare dei vari personaggi da un partito all’altro della coalizione, senza che nessuno perdesse il proprio ruolo di comando o i propri voti; tanto era tutto un movimento in “famiglia”.

Si è passati poi, negli ultimi anni, finanche al distacco di una parte della “famiglia”, quella che si è ritenuta più centrista di tutte il c. d. “centro del centro”. Questo per determinare attraverso la sua alleanza, la vittoria elettorale dell’una o dell’altra finta-fazione. Tanto era solo un rincontrarsi di vecchi, ed in realtà mai abbandonati, “amici di viaggio”.

A conferma di quanto esposto, negli ultimi giorni si è assistito ad salto di qualità nei volteggi, passando ad un livello di migrazione tra coalizioni opposte a velocità ipersonica.

Una vicenda a cui hanno dato risalto i giornali, parla dell’appoggio dato dalla Lega alla candidatura per un ruolo apicale nella scuola molisana di una nota ex dirigente apicale del partito democratico.

Questo fatto denota un reciproco aspetto: il primo, l’evidente carenza di classe dirigente della Lega molisana che ha bisogno di “ascari” presi da altre forze politiche per colmare le sue evidenti deficienze politico-amministrative; l’altro, la scarsa capacità dei dirigenti PD di individuare ed incaricare persone con un minimo di stabilità ideale.      

Difatti, senza voler obbiettare nulla rispetto alle qualità professionali della persona, risulta quantomeno sospetto il succedersi degli avvenimenti politici che sembrano legarsi a questa vicenda.

Vicenda che si ricollega al susseguirsi delle trasmigrazioni prima citate, a testimonianza che la DC in Molise non è mai morta e che i collegamenti tra i famigli sono sempre stati mantenuti, indipendentemente dalla forza politica in cui ci si faceva temporaneamente ospitare.

I fedeli seguaci del “particulare” guicciardiniano, tradotto meglio in gergo popolare con “o Franza o Spagna, purché se magna”, hanno continuato a coltivare il proprio orticello di interessi personali, in barba alle vere esigenze della cittadinanza di questa regione.

Ci auguriamo che, ai prossimi appuntamenti elettorali, i cittadini facciano pulizia di questo modo di intendere la politica, prestando maggiore attenzione ai nomi che compongono le liste piuttosto che alle etichette partitiche messe lì a coprire, come una foglia di fico, nomi e personaggi privi di qualsiasi ideale ed etica pubblica, così da limitare quel “familismo amorale“, purtroppo ancora imperante nel nostro martoriato territorio».

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www.termolionline.it è stato pubblicato il 2023-11-13 14:46:00 da


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