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“Il maestro Lino mi diceva di masturbarmi davanti a lui e di avere un figlio con lui”. A parlare è una delle vittime di Pasquale (Lino) Gaeta, ‘santone’ 66enne di origine napoletana che ad Acquapendente, in provincia di Viterbo, aveva fondato una comunità chiamata Qneud (Questa non è una democrazia). Una comunità con tratti settari e coercitivi, in cui il ‘maestro’ Lino si professava psicologo, ludologo e anche di più. “Diceva di essere il messia – afferma la giovane – di essersi reincarnato e che comunicava e faceva da tramite con tre angeli: quello fisico, quello emozionale e quello mentale. Diceva che ad Acquapendente avrebbe creato una nuova città, in seguito a un terremoto distruttivo. Io credevo a tutto, ma ero in una fase delicata e complessa della mia…
www.bolognatoday.it è stato pubblicato il 2024-01-24 16:08:32 da

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