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Le rose sul feretro di Elena Belloli. La prima benedizione è fuori dalla chiesa di Cene. Una comunità ancora sotto choc, quella del paesino della bassa Val Seriana, che in silenzio dà l’ultimo saluto alla cinquantunenne vittima di femminicidio ma anche al marito Rubens Bertocchi, che l’ha uccisa a colpi di pistola e poi si è tolto la vita con la stessa arma.
La bara dell’uomo è in chiesa già da prima. La cerimonia funebre è congiunta. Una decisione difficile, presa dalle due famiglie, probabilmente in funzione dei due figli della coppia, uno di undici anni e uno di venti.
«A maggior tutela nei confronti dei ragazzi, immaginatevi cosa sarebbe stato fare due funerali vuol dire sottoporre i due ragazzi a due stress di questo genere», dichiara il sindaco di Cene, Edilio Moreni.
Servono nuove norme contro il femminicidio, dice nell’omelia il parroco, don Moioli: «Usciamo dalla grotta del maschilismo, Elena è vittima di una società malata». ù
A fine messa, i familiari si chiudono nel dolore e non parlano. Anche se il funerale è unico, le bare escono in momenti diversi.
In paese, bandiere a mezz’asta. La comunità di Cene resta sul sagrato per alcuni minuti, non c’è corteo. I due carri funebri fanno l’ultimo viaggio separati. Ognuno per la propria strada.
www.rainews.it è stato pubblicato il 2025-06-11 19:39:00 da

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