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di Stefano Di Cecio
PISTOIA – Si è svolta nella mattinata di oggi 21 febbraio una conferenza stampa indetta dal circolo Legambiente di Pistoia. Presieduta da Francesca Tedeschi, Antonio Sessa , Samuele Pesce di Legambiente e Laura Bonanno della LIPU, ha avuto per oggetto il verde urbano di Pistoia e la situazione di pericolo che si è venuta a creare per il taglio delle piante posto in atto dall’amministrazione Comunale.
E’ stata l’occasione per presentare la manifestazione pubblica “Io non difendo la natura, io sono la natura che si difende” che avrà luogo il prossimo sabato 24 febbraio. Un corteo o meglio, una passeggiata che si svolgerà evitando di intralciare il traffico con partenza alle 10,00 dal Parterre per proseguire poi in via Pappagalli, viale Matteotti, via Cavallerizza per arrivare in piazza San Lorenzo alle 12,30.
Introducendo la conferenza Antonio sessa ha detto “Cosa non torna in questa storia degli alberi? Non torna il fatto che la comunicazione da parte dell’amministrazione comunale è molto ambigua, si è parlato molto sui social che il taglio degli alberi fosse dovuto alla sicurezza. Non è vero. L’intenzione è quella revisionare e qualificare diverse zone della città da piazza Mazzini a viale Matteotti passando per le piazze San Lorenzo e San Bartolomeo. Ci saranno poi altre situazioni che verranno affrontate nei prossimi anni, si parla di via Bartolomeo Sestini, viale Arcadia, via del Vallone, il Villone Puccini ed il viale Adua. Se la comunicazione rimarrà la stessa usata finora, ci saranno quindi proteste per ogni luogo interessato dai lavori. Legambiente fa quello che può in base alle proprie possibilità. Ci sono tagli, come quelli fatti lungo il fiume Brana, che appaiono senza senso ed è per questo che abbiamo chiesto l’accesso agli atti. Pensiamo che quanto sta avvenendo sia in controtendenza a ciò che sta avvenendo nel resto d’Italia, pensiamo ai valori allarmanti dell’inquinamento in Lombardia ad esempio ma anche l’Emilia non è messa meglio”.

Laura Bonanno ha sottolineato come alcune problematiche della città gravano sulle associazioni di volontariato come la sua e non sempre è facile poter affrontare tutto con serenità. “Una città – aggiunge – non può essere svuotata del suo verde in maniera così repentina, in passato c’è stata la possibilità di instaurare una modalità di confronto sulle scelte per il verde. E’ necessaria una comunicazione non banale, deve trattarsi di qualcosa di più profondo, dare informazioni complete anche attraverso l’emissione di un bollettino giornaliero dove siano indicate le varie fasi dei lavori e far sì che le persone possano partecipare. La città è un patrimonio di tutti in cui è necessario un percorso partecipativo coinvolgendo le varie forme della società civile. Non ci possiamo limitare a parlare solo a “chi conta” perché non è una vera forma di partecipazione. Non è solo il problema del “taglio” ma anche quello di come verranno sostituiti in attesa di stagioni estive sempre più calde”.

Francesca Tedeschi interviene dicendo che il taglio degli alberi fa male al cuore ed alla salute parlando di dati. “In presenza di verde c’è un abbassamento della mortalità precoce del 4% e se non è interessante l’aspetto sanitario possiamo parlare dell’aspetto economico. Una casa in presenza di verde può valere il 5% in più. Oltre a questo ci sono degli atti obbligatori e programmatici come il Piano del Verde. Il verde urbano nel Comune di Pistoia è in pericolo, e non possiamo restare in silenzio di fronte a un massacro ambientale orchestrato senza criterio, senza visione e senza alcun rispetto per la salute pubblica”.
Samuele Pesce infine dice “siamo riusciti a sollevare un bel dibattito in città, la prima cosa da fare è smontare gli stereotipi. E’ comodo dare delle etichette, ma è dannoso. Quando si dice No al taglio di una albero veniamo additati come ambientalisti astratti”.
www.reportpistoia.com è stato pubblicato il 2024-02-21 15:37:20 da Stefano Di Cecio

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