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‘Steel of Glory’, 140 opere dei Musei Reali di Torino per descrivere l’epopea dei cavalieri, è sbarcata al Museo Provinciale del Gansu, nel capoluogo di Lanzhou, prima mostra mai organizzata da un museo europeo in questo angolo dell’occidente desertico della Cina. Dopo un record di 350 mila visitatori in tre mesi nel Museo di Nanshan, nella città meridionale di Shenzhen, la mostra ha attraversato il continente Cina ed è arrivata a oltre duemila chilometri di distanza a Lanzhou, dove resterà fino all’8 novembre.
La mostra, curata dai Musei Reali di Torino e ideata e organizzata da Arteficio, dopo Lanzhou si sposterà a Nanchino e Chengdu. Una nutrita selezione di capolavori provenienti in particolare dall’Armeria Reale, una delle più importanti al mondo, ripercorre la storia della cavalleria e la creazione del suo mito, dalle premesse tra l’VIII e il IX secolo, fino all’età dell’oro che coincide con il periodo dall’XI al XIII secolo,
quando la categoria dei cavalieri diventa un ceto sociale.
Lanzhou, 4 milioni e mezzo di abitanti, sulle rive del Fiume Giallo, circondata da montagne e deserti è il capoluogo della provincia del Gansu, una delle meno sviluppate della Cina, malgrado i minerali e le terre rare. Antico avamposto culturale ed economico lungo la Via della Seta, il Gansu si sta costruendo un’importante industria turistica, prevalentemente locale, fondata sulle numerose vestigia buddhiste. Il Museo provinciale, 30 mila metri quadrati, ha mostre permanenti di archeologia e paleontologia, con migliaia di visitatori ogni giorno.
Un’occasione unica per il pubblico cinese: Nella vita del cavaliere riveste grande importanza l’esperienza nei tornei, i giochi guerreschi nati come esercizio militare ed evolutisi in forme di intrattenimento cortese che assicurano ai partecipanti un’opportunità di promozione sociale. «In esposizione pezzi di grandissimo pregio, come un’armatura completa per cavallo e cavaliere che dopo duecento anni è per la prima volta uscita dall’Armeria Reale, una rara armatura da bambino e un elmo modellato a forma di animali fantastici, tutti risalenti al Rinascimento. Vi è anche la spada appartenuta al primo re d’Italia Vittorio Emanuele II, considerata un capolavoro di cesellatura», afferma la curatrice Giorgia Corso, responsabile delle collezioni dell’Armeria Reale.
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