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I soldi ci sono, però per renderli disponibili alla spesa per il Parco della Salute devono modificare l’accordo di programma che a suo tempo Regione e Stato avevano sottoscritto. E’ una cosa di giorni.
L’avvocato dello Stato Marco Corsini rassicura: gli oltre 84 milioni di euro per coprire l’aumento della materie prime e costruire il parco della Salute arriveranno a giorni. Parola di commissario straordinario, nominato due anni fa dal governo per rimettere in moto il progetto del grande polo di cura, ricerca, innovazione a Torino, da più di vent’anni sulla carta.
Dopodiché sarà da sottoscrivere il contratto. Convocheremo la conferenza dei servizi e passeremo dalla fase della progettazione definitiva a quella esecutiva.
Lineare, nelle intenzioni di un tecnico che a settembre ha firmato il decreto di aggiudicazione della gara al consorzio Sis della famiglia Dogliani. Di complesso, oltre alle bonifiche dei terreni scelti a suo tempo, c’è – da anni – il dibattito su cosa includere nel nuovo polo d’eccellenza. Nel 2019, la missione era salvare l’ospedale Regina Margherita. Incontro al grido popolare. Vietato smantellare un’eccellenza, per farla confluire – ridimensionata – nel futuro parco della Salute. 5 anni dopo la svolta, o nuova giravolta, accusano le opposizioni della giunta Cirio. L’ospedale infantile, per l’età vetusta, potrebbe invece trasferirsi con il Sant’Anna in una nuova torre pediatrica attigua al parco della Salute.
“La cosa che so è che questa idea non impatta sul parco della Salute che è affidato alla mia cura”, commenta Corsini. La torre pediatrica verrebbe infatti costruita con nuovi fondi Inail, ha detto l’assessore Riboldi. Con quale impatto sul parco della Salute per come finora progettato, è una delle domande.
Il tema sarà un po’ questo. Gestire all’interno dell’adeguamento progettuale queste eventuali modifiche in contraddittorio con il concessionario. Se ci saranno delle esigenze di finanziamento aggiuntive, ne prenderemo atto. L’importante, come ho detto, è che si fermino le bocce perché se non si fermano è difficile capire quali saranno le scelte definitive. L’idea della torre pediatrica? L’ho letta sui giornali certo, ne sono al corrente io come siete al corrente voi.
Mantenere vicine strutture e specialità, d’altro canto, è da sempre la richiesta di medici e ricercatori. “Abbiamo ormai esperienza del fatto che la medicina moderna necessita di multidisciplinarietà. Nello specifico quello che ci importa è soprattutto che qualunque modifica che dovesse subentrare non determini dei rallentamenti rispetto allo sviluppo del programma e che la sostenibilità economica sia garantita”, spiega Paola Cassoni, direttrice Scuola di Medicina di Unito.
Altri nodi riguardano proprio l’area riservata all’università, vicina al parco della Salute, per una domus didattica all’avanguardia. Impegno confermato dai tre candidati rettori. Futuro da disegnare, come il nuovo piano socio sanitario regionale atteso ormai da anni. “Ne abbiamo enorme bisogno”, conclude Cassoni. “E’ un elemento ineludibile per capire bene anche qual è il ruolo del parco della Salute all’interno di quello che è uno scenario più ampio”.
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