L’Unione europea intervenga contro l’amnistia, è un ricatto alla Spagna

L’Unione europea intervenga contro l’amnistia, è un ricatto alla Spagna


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“Quanto sta accadendo in Spagna è capitato solo poche volte a Paesi europei come Romania, Ungheria e Polonia. È necessario che l’Unione europea intervenga contro questa amnistia, che è contro lo stato di diritto”: tuona il leader del Partito popolare, Alberto Nuñez Feijòo, in vista del dibattito e del successivo voto alle Cortes, previsto per domani e dopodomani, con cui si dovrebbe dare il via libera al nuovo governo Sanchez, dopo l’accordo con Junts in cambio di una legge di amnistia per i leader indipendentisti. Mercoledì e giovedì è infatti in programma la sessione parlamentare che si concluderà con il voto di fiducia al premier uscente, e segretario socialista, Pedro Sanchez.

Durante un briefing con la stampa straniera nella sede del partito, a Madrid, Nuñez Feijòo non ha precisato se i popolari intendano denunciare Sanchez alla Corte di Giustizia Ue: “Per ora, aspetto il dibattito sul tema, in programma presto nel Parlamento europeo. Tuttavia – ha concluso il leader popolare – il testo dell’amnistia già consente alla Commissione di chiedere chiarimenti al governo”.

 

Feijòo: “Instabilità e incertezza, tanta gente in strada non si vedeva dai tempi dell’Eta”

Poi, Nuñez Feijòo “la butta” in economia: “Negli ultimi giorni, gli investimenti stranieri in Spagna sono calati: c’è un clima di insicurezza, di instabilità e di incertezza che certamente non aiuta la nostra economia. Le manifestazioni di questi giorni – ha proseguito Feijòo – hanno sorpreso anche me. Tanta gente per strada non si vedeva dai tempi dei cortei contro l’Eta dopo il sequestro e l’uccisione di Miguel Angel Blanco. Questo ricatto, a cui il governo si è sottoposto, ha sollevato le coscienze di tantissimi spagnoli, che sono scesi in piazza a prescindere dalla loro ideologia: sono certo che domenica con noi c’erano tantissimi che non hanno mai votato il Pp” aggiunge il segretario del partito di centrodestra, facendo riferimento alle proteste degli ultimi giorni nelle città spagnole contro l’accordo di governo siglato tra socialisti e Partito indipendentista catalano.

Quanto alla possibile reazione dell’Unione europea, secondo Nuñez Feijòo, è inevitabile che debba intervenire: “I gravi danni di Sanchez alla democrazia spagnola rappresentano gravi danni alla democrazia europea. L’Ue non può consentirlo. Qui in Spagna si sta danneggiando la convivenza, siamo alle prese con una involuzione reazionaria contro cui faremo di tutto”. Ai cronisti che hanno chiesto sui rischi che la tensione possa degenerare in gravi incidenti, com’è accaduto sotto la sede del Psoe, Nuñez Feijòo ha ribadito che il Pp “non partecipa a nessuna manifestazione violenta”.

A questo proposito, domani, in occasione del contestatissimo dibattito previsto in Parlamento, la Polizia ha deciso di schierare più di 1600 agenti, per garantire la sicurezza nella zona del Congresso, nel centro della capitale. Infine, sui rapporti con “l’alleato mancato” Vox, il segretario del principale partito liberale spagnolo, arrivato primo alle elezioni dello scorso 23 luglio senza un’autonoma maggioranza, dice: “Tutti mi chiedono di Vox ma ricordo che il Partito radicale basco, Bildu, alleato del Psoe, è un partito che non riconosce la Costituzione. Ancora non sappiamo cosa il Psoe gli ha promesso in cambio dei voti”.

 

I catalani: l’indipendenza è ancora una necessità. E il governo si dice disponibile a una scorta a Puidgemont

“L’indipendenza continua a essere una necessità” in Catalogna. Lo conferma il leader indipendentista catalano Oriol Junqueras, presidente del partito Esquerra Republicana de Catalunya (Erc), a favore del patto di legislatura con il Psoe. Il premier uscente ha affermato più volte che, da quando è al governo, la situazione in Catalogna è cambiata e non è più quella del 2017. Rispondendo a una richiesta di commento su queste affermazioni, Junqueras ha voluto rimarcare che il movimento pro-indipendenza “continua a governare la Generalitat” catalana e “continua ad avere la maggioranza nel Parlamento catalano”.

Intanto, il ministro della Presidenza ad interim, Félix Bolaños, ha affermato che il governo, nello specifico il Ministero dell’Interno, darà seguito alla richiesta dell’ex presidente catalano Carles Puigdemont di avere una scorta permanente di polizia in Belgio. Una domanda che non era mai stata recepita finora dall’esecutivo spagnolo.

[ad_2] L’articolo “L’Unione europea intervenga contro l’amnistia, è un ricatto alla Spagna”
www.rainews.it è stato pubblicato il 2023-11-14 16:05:00 da


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