[ad_1]
“Il ritrovamento a Campochiesa di Albenga di un lupo morto e sventrato, al di là dell’attesa delle risultanze della necessaria necroscopia per individuarne la causa del decesso, non fa che confermare il clima di “caccia al lupo” in atto nella provincia di Savona”.
Così l’Osservatorio Savonese Animalista (OSA), con l’associazione che teme come, anche grazie agli atteggiamenti della Regione Liguria e delle organizzazioni agricole, “stia iniziando una resa dei conti che porterà all’uccisione “difensiva” da parte di chi, con la disponibilità di un’arma, sparerà al lupo che incontrerà nel bosco o vicino a casa”.
“E’ bene invece ricordare che il lupo non attacca l’uomo ma uccide e mangia animali deboli, malati o giovani; e costituisce, sembra una contraddizione ma non lo è, un deterrente alla crescita numerica dei cinghiali; in sua presenza sul territorio i branchi di cinghiali infatti, per proteggere meglio i piccoli, si compattano (la caccia in braccata o girata invece li disgrega) e sarà la sola femmina dominante a potersi accoppiare e partorire una cucciolata, riducendo così naturalmente le nascite”.
“Per difendere mandrie e greggi è necessario affiancarle da cani da guardiania, il cui acquisto è talvolta finanziato dagli enti regionali; e si sta già muovendo la ricerca scientifica, in antitesi al fucile delle favole di Cappuccetto Rosso: è allo studio l’applicazione di un prodotto ormonale che, riconosciuto dai lupi che incontrano un gregge come un segnale odoroso di altri lupi, si allontanano”.
“Mentre per difendere gli animali domestici, laddove si accertino attacchi da parte di lupi, sarà necessario rinchiuderli la notte; gli attacchi sono favoriti dall’incontro di lupi con cani feriti da cinghiali – quindi debilitati – nelle relative battute di caccia” conclude l’associazione.
[ad_2]
Source link

0 Comments