Nel riminese ci troviamo di fronte a un 9,5% di lavoro povero

Nel riminese ci troviamo di fronte a un 9,5% di lavoro povero


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Nel riminese ci troviamo di fronte a un 9,5% di lavoro povero

Inflazione in aumento e salari in caduta aumentano il rischio povertà, colpendo in particolare le donne lavoratrici precarie. Secondo Onu da un lato e Istat dall’altro, l’Italia è il Paese con il peggior crollo dei salari reali di tutto il G20 e con una conseguente perdita del potere d’acquisto dell’8,7% tra il 2008 e il 2024, ma anche quello in cui cresce la quota di coloro che vivono a rischio di povertà o esclusione sociale, che è passata dal 22,8% del 2024 al 23,1% di oggi.   

Il peso di inflazione e “lavoro povero”

A intervenire sull’argomento è la consigliera regionale riminese del Pd, Emma Petitti: “Un dato che, a livello locale, è  aggravato dal peso più consistente dell’inflazione, che si “mangia” una quota consistente del reddito da lavoro, portando la povertà relativa per lavoratrici a basso reddito (ovvero chi lavora ma  con salario insufficiente) in provincia di Rimini al 9,5% ( frutto anche dell’alta stagionalità e precarietà di lavori in settori come turismo e ristorazione), rispetto alla media nazionale del 10,3% (era al 9,9% nel 2023). Tipologia di lavoro e costi dell’abitare rappresentano per molte di queste lavoratrici lo spartiacque tra una vita dignitosa e una vita povera”.

Un bilancio contro le diseguaglianze

“In un Paese dove un quarto della cittadinanza rischia la povertà e la distanza tra chi ha tanto e chi ha poco continua ad aumentare, servirebbero investimenti straordinari sul lavoro, sul salario minimo, sul sostegno alle famiglie. E invece ci ritroviamo con una politica economica che protegge i forti e abbandona chi è più fragile – prosegue la consigliera -. La Regione Emilia-Romagna, consapevole anche di queste criticità, ha votato una manovra non facile, certo, ma che contiene misure forti a difesa della salute e dei diritti delle cittadine e dei cittadini, capace di garantire e accrescere servizi essenziali e misure per la sicurezza del territorio, unitamente al sostegno a lavoro, crescita e sviluppo. 14,3 miliardi di euro di cui oltre 10 per la sanità. Ci tengo a sottolineare come per il fondo affitto, nel 2025, siano previsti 10 milioni di euro, lo stesso importo che il governo ha stanziato per il Paese intero. Servirà coraggio e determinazione per difendere i livelli dei nostri servizi senza un adeguato sostegno economico da parte del Governo”.

“La sfida contro la precarietà è anche la sfida del Jobs Act. I dati mettono nero su bianco un aumento delle diseguaglianze che queste norme non hanno certo contribuito a contrastare, anzi. Con i referendum di primavera avremo la possibilità di  smontare le norme che rendono più precario il lavoro, come il Jobs Act, quelle che moltiplicano i subappalti e dare la cittadinanza a oltre due milioni di ragazzi nati in Italia da genitori senza la cittadinanza”. 

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www.riminitoday.it è stato pubblicato il 2025-03-27 13:42:54 da


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