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27/03/2025
– La città di Pesaro è tra le più colpite in Italia dalla desertificazione commerciale degli ultimi 12 anni. A dirlo è l’annuale report “Demografia d’impresa nelle città italiane”, realizzato da Confcommercio in collaborazione con il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, che analizza l’andamento delle attività economiche nei centri urbani.
Pesaro si colloca al terzo posto nazionale per chiusura di esercizi commerciali, con un calo del -32,4% nel commercio al dettaglio tra il 2012 e il 2024, preceduta solo da Ancona (-34,7%) e Gorizia (-34,2%).
I numeri parlano chiaro: nel 2012 il centro storico di Pesaro contava 518 esercizi commerciali, scesi a 377 nel 2024, con un’ulteriore contrazione anche nelle aree non centrali, dove le attività sono passate da 526 a 361. Il dato è ancor più allarmante se si guarda ad alcuni settori specifici:
Gli esercizi non specializzati (come i piccoli supermercati) sono passati da 30 a 19 nel centro e da 44 a 22 nelle aree esterne.
I negozi di alimentari, bevande e tabacchi hanno visto una contrazione di oltre il 30%.
Le attività legate alla vendita di carburanti hanno praticamente dimezzato la propria presenza.
Il report nazionale evidenzia una trasformazione del tessuto urbano: calano i negozi tradizionali, mentre aumentano i servizi (farmacie, telefonia, tecnologia) e le attività legate al turismo. In particolare, cresce del +67,5% l’offerta di alloggi nei centri storici, con un boom degli affitti brevi (+170%), mentre calano gli alberghi tradizionali. Anche a Pesaro si osserva una dinamica simile, favorita dal rilancio turistico della città.
Parallelamente, tra il 2012 e il 2024, le imprese guidate da titolari stranieri sono cresciute del +41,4% a livello nazionale, contro il +3,1% di quelle italiane. Nei settori di commercio, alloggio e ristorazione si concentra il 39% della nuova occupazione straniera: segno di un cambio di equilibri e opportunità nel mondo del lavoro urbano.
La fotografia che emerge è chiara: Pesaro, come molte città italiane, è di fronte a una svolta. Meno negozi, più servizi e turismo, ma anche il rischio concreto di perdere la ricchezza sociale e culturale rappresentata dalle botteghe di quartiere.
La sfida, oggi, è rigenerare il commercio urbano con politiche capaci di attrarre nuove attività, favorire la qualità, e mantenere viva l’anima delle strade che, da secoli, fanno la città.
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www.viverepesaro.it è stato pubblicato il 2025-03-27 11:32:01 da

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