Perché il Trentino rischia lo spopolamento


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“Il tema è fare rimanere le persone nei centri più lontani. Un’area interna o una montagna vissuta presenta meno problemi e preserva anche il fondovalle e la pianura. Nel modello trentino la cura del territorio è da sempre qualcosa di collettivo. In passato tutti avevano una piccola parte del benessere che generava questa cura e di pari passo anche la responsabilità di mantenere il territorio. È un patrimonio che è bene recuperare anche nello spirito cooperativo che fa parte della nostra tradizione. Oggi però ci sono zone turistiche che stanno subendo un fenomeno di spopolamento di giovani e di lavoratori a causa dei prezzi elevati delle case”. Lo ha detto Simone Marchiori, assessore a politiche per la casa, patrimonio, demanio e promozione della conoscenza dell’autonomia della Provincia di Trento, intervenendo a ‘Il patrimonio culturale e la rinascita dei borghi’, confronto promosso all’interno del Meeting di Rimini.

“Servizi come sanità, scuola dell’infanzia e trasporti sono molto capillari nella nostra realtà, ma abbiamo ritenuto necessario investire anche nelle infrastrutture viarie, per garantire i collegamenti con il capoluogo, abbiamo puntato anche sui collegamenti infrastrutturali tecnologici per consentire lo smart working, ma soprattutto, novità di questa legislatura, abbiamo creato un assessorato per le politiche sulla casa per affrontare le tematiche più rilevanti legate al rischio di spopolamento”, ha spiegato Marchiori citando la sperimentazione dei bandi Coliving portata avanti a Canal San Bovo e a Luserna con i progetti della Fondazione Demarchi.

“I risultati definitivi saranno presentati in autunno – ha annunciato Marchori -. Ma abbiamo visto un’inversione di tendenza e le due comunità si sono arricchite anche dal punto di vista sociale grazie a nuove sinergie. Basti dire che a Canal San Bovo oggi le nuove famiglie partecipano attivamente alla vita della comunità e hanno creato un vero e proprio effetto virtuoso, mentre a Luserna la scuola dell’infanzia, destinata a chiudere per la presenza di un solo bambino, oggi ha 13 alunni, un’inversione di tendenza importante per una comunità che ha pochi abitanti”.

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www.trentotoday.it è stato pubblicato il 2024-08-26 15:15:53 da


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