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Il Ponente ligure piange la scomparsa di Giuseppe Tepasso, deceduto ieri nel primo pomeriggio presso il reparto di Medicina dell’ospedale di Bordighera, dove era ricoverato da una decina di giorni.
Figura di spicco del mondo bancario dagli anni ’50 agli anni ’80 tra Ventimiglia e Sanremo, era conosciuto da tutti come Peppino. Era stimatissimo e viene ricordato come un saggio direttore del Banco d’Imperia prima, del Banco Ambrosiano e del Nuovo Banco Ambrosiano poi, nelle sedi di Bordighera, Ventimiglia ed infine Sanremo.
Era nato il 20 dicembre del 1920 a Sanremo da Maria Irene Lavagna, originaria di Villatalla in valle Prino, e da Antonio Stefano, postino di Sanremo. Il nonno di Giuseppe veniva dal Piemonte. Ferroviere sulla linea Torino-Ventimiglia, si innamorò di una donna di Sanremo e si sposarono. Tepasso è il nome di una borgata della Valle Sangone, sopra Giaveno, vicino al Colle Braida e alla cekebte Sacra di San Muchele. Diplomatosi in ragioneria con brillanti risultati, di intelligenza particolarmente viva e di equilibrio e senso pratico spiccati, viene assunto presto in banca, interrompendo, così, la sua passione sportiva che lo vedeva una valente promessa del mondo del calcio, allora tra le file della Carlin’s Boys, all’interno delle quali era rinomata ed applaudita mezz’ala. Nel 1962 si sposò con la collega del Banco di Imperia Jeannine Marchesano, ragazza di vivace cultura e molto impegnata nella vita dell’Azione Cattolica diocesana. Tra l’altro molto bella, aveva vinto il concorso in Rai come lettrice del telegiornale ma per Roma non era mai partita, il suo sogno era entrare in banca. E, grazie alle sue capacità, vi riuscì e come primo capoufficio ebbe proprio Giuseppe Tepasso. Nel 1970 nacque Davide, loro amatissimo figlio per il quale vivranno, ora compositore e direttore d’Orchestra e già maestro della Cappella Musicale della Diocesi di Ventimiglia – San Remo.
Lo “storico” direttore di banca di Ventimiglia e Sanremo è ricordato da tutti, clienti, colleghi e superiori, come un riferimento certo per la sua trasparente integrità e la sua preparazione. Giuseppe, infatti, dispensò consigli saggi a privati e ad aziende, sapendo dare fiducia a buona ragione a chi la meritava. L’amore per la verità, la giustizia, l’equità e l’aiuto a chi è sfavorito: queste le cifre della sua vita. Era il periodo in cui a Ventimiglia il flusso migratorio dal sud era particolarmente forte. Lui seppe ascoltare, capire, consigliare e aiutare.
Ricorda commosso il figlio: “Da quando ero bimbo sentivo tessere attestati di stima ed elogi a mio papà per la sua caratura professionale ed umana ma un’occasione in particolare mi fece comprendere più a fondo come avesse svolto la sua professione facendone una missione. Mi direte,. ma che missione… lavorare in banca. Ebbene si; erano gli anni in cui i direttori di filiali avevano un’ampia discrezionalità e la banca era indiscutibilmente un luogo da tutti riconosciuto per il suo forte ruolo sociale. Quindici anni fa eravamo a Ventimiglia, le vigilia del mio matrimonio, quando si avvicinano delle persone e rivolgendosi a papà gli dicono timidamente: ‘Direttore!’. Lui si gira, sorridendo e con la sua verve inconfondibile, replica: ‘che direttore… Lo ero decine di anni fa’. E loro: ‘l’abbiamo riconosciuta. Che piacere vederla. I nostro genitori spesso ci ricordano che dobbiamo ringraziare il direttore Tepasso che aveva visto la loro serietà ed aveva creduto in loro dando loro fiducia. E grazie a lui oggi hanno una posizione di tutto rispetto’. Rimasi a bocca aperta. Nonostante le decine d’anni passati il suo lavoro era ancora ‘realtà presente’!”.
“Questo è mio papà – commenta il compositore e direttore d’Orchestra Davide –. E’, dico, e non era, perché papà è vivo, non solo nei nostri ricordi e nel pensiero di gratitudine di coloro a cui ha fatto del bene. Vivere nel ricordo sarebbe ‘essere evocati’ per qualche momento ma non essere vivi. La fede ci apre squarci di verità di una verità e di un’ampiezza oltre ogni nostra più ottimistica aspettativa. La fede ci assicura, fondata sulla Parola di Gesù, che chi ama è in Dio e in lui la vita è per sempre nella gloria! Questa è stata la fede forte, matura ed essenziale – fatta di poche parole – di papà. Negli ultimi giorni in ospedale, con uno sguardo dolce e sorridente, mi indicava il crocifisso appeso sulla parete di fronte al suo letto e me lo mostrava con orgoglio e amore. Cosa chiedere al Signore, da parte mia, più di quell’esempio di amore, fede e fortezza che papà, ancora una volta, mi stava dando? Nulla. Tempra forte a livello fisico, spirituale e morale. Sono riconoscente al Signore che mi ha fatto dono di due genitori così speciali, così santi!. Grazie ‘Peppino’! Sanremo ti saluta!”.
Il funerale verrà celebrato lunedì 14 agosto, alle 15.30, nella parrocchia di Santa Maria degli Angeli.
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