Processo naufragio Cutro, Governo e Regione ammessi come parte civi…


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CROTONE – Il collegio penale del Tribunale di Crotone, sciogliendo la riserva, ha ammesso le costituzioni di parte civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del ministero dell’Interno e della Regione Calabria, che hanno chiesto rispettivamente un milione di euro e 500 mila euro di risarcimento, nel processo con rito ordinario a tre dei presunti scafisti per il naufragio di Steccato di Cutro. Stessa cosa era avvenuta nel processo con rito abbreviato iniziato mercoledì mattina nei confronti di un quarto presunto scafista. In questo caso, però, il gup Elisa Marchetto ha ammesso immediatamente le costituzioni di parte civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del ministero dell’Interno e della Regione Calabria che hanno chiesto un risarcimento simile a quello del rito ordinario. 

Proprio nel processo ordinario, che è giunto alla terza udienza, i giudici hanno sciolto anche il nodo relativo al responsabile civico ed hanno deciso di estromettere dal processo il fondo di garanzia per i morti della strada e del mare così come chiesto dagli avvocati di Consap, società partecipata dal ministero dell’Economia, presso cui è costituito il fondo. Il collegio presieduto dal giudice Edoardo D’Ambrosio, ha ritenuto sussistente la lesione del diritto di difesa che gli avvocati dello studio Coppi avevano presentato ad inizio udienza in quanto il responsabile civico non era presente all’incidente probatorio. Il processo ordinario è stato rinviato al prossimo 23 gennaio per sentire i testimoni, mentre per quello in abbreviato l’udienza è fissata per il 7 febbraio quando verrà sentito l’indagato difeso dall’avvocato Salvatore Falcone.



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www.ilcrotonese.it è stato pubblicato il 2023-11-29 17:06:00 da


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