Sanremo: agente penitenziario picchiato nel corso di una zuffa tra detenuti nel carcere di Valle Armea

Sanremo: agente penitenziario picchiato nel corso di una zuffa tra detenuti nel carcere di Valle Armea


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Sanremo: agente penitenziario picchiato nel corso di una zuffa tra detenuti nel carcere di Valle Armea

Una zuffa tra detenuti, rinchiusi nella terza sezione del carcere di Valle Armea a Sanremo, ha provocato il ferimento di un agente penitenziario (assunto da pochi mesi), che ha tentato di sedare la rissa.

La conferma del fatto arriva da Fabio Pagani, segretario regionale della UilPa Penitenziari. “L’agente ha subito schiaffi, calci e pugni praticamente accerchiato dai detenuti” ha detto Pagani. Il giovane agente è stato trasportato d’urgenza all’ospedale.

“Si tratta di un nuovo evento critico nel carcere di Sanremo – prosegue Pagani – dopo la circolare diramata dal Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Giovanni Russo, tanto decantata sulla stampa dal Sottosegretario al Ministero della Giustizia, Andrea Ostellari, e finalizzata a contenere la spirale di violenza che si registra nelle carceri, con continue aggressioni al personale, risse fra detenuti e, talvolta, persino omicidi. Non sembra affatto risolutiva e, anzi, pare ripercorrere le direttive già vigenti e, per lo più, inattuate”.

“La violenza e le aggressioni alla Polizia Penitenziaria (oltre quattro al giorno quelle più gravi) – prosegue – si combattono con la sicurezza, la prevenzione, l’organizzazione, gli equipaggiamenti e, quando occorre, con la repressione concreta. Il mero trasferimento dei detenuti facinorosi, per quanto a volte necessario proprio per la mancanza di tutto quanto anzidetto, non solo non è risolutivo, spostando il problema da una parte all’altra, ma aggrava il già insostenibile carico di lavoro del Corpo di Polizia penitenziaria che deve operare le traduzioni, finendo per ripercuotersi proprio sui livelli di sicurezza e così alimentando un circolo vizioso”.

“Le carceri, la Polizia penitenziaria, i detenuti che vogliono scontare la pena aderendo ai percorsi di risocializzazione e quanti sono in attesa di giudizio, magari da innocenti – termina Pagani – non hanno bisogno di minestra riscaldata, ma, banalmente, solo di funzionalità nell’alveo del dettato della ‘Carta costituzionale’. Lo sappiano il Capo del DAP e il Sottosegretario Ostellari, ma lo sappiano soprattutto il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il Governo Meloni. Se davvero si vogliono risollevare le sorti dell’esecuzione penale e, particolarmente, di quella inframuraria, il Governo prenda compiutamente atto della perdurante emergenza e vari un decreto carceri che consenta assunzioni straordinarie e con procedure accelerate nel Corpo di Polizia penitenziaria, mancante di 18mila unità, il deflazionamento della densità detentiva, il potenziamento degli equipaggiamenti, delle strutture e delle infrastrutture e, parallelamente, lavori a riforme complessive che reingegnerizzino il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e riorganizzino il Corpo di Polizia penitenziaria. Oppure casi come Sanremo con 260 detenuti e il ferimento di uomini e donne della Polizia penitenziaria saranno all’ordine del giorno”. 



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