«Scelta ingiusta, sbagliata e illogica»

«Scelta ingiusta, sbagliata e illogica»


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«Scelta ingiusta, sbagliata e illogica»

JESI – Dall’avvicendamento al vertice della Federscherma a quello nello staff tecnico del fioretto azzurro, all’insegna delle polemiche. Non ci sarà più lo jesino Stefano Cerioni a ricoprire il ruolo di commissario tecnico: il nuovo presidente Luigi Mazzone, che ha sconfitto l’uscente Paolo Azzi nelle elezioni del mese scorso, ha operato un deciso cambio di rotta assegnando l’incarico al pisano Simone Vanni, in passato campione europeo e mondiale nell’individuale e oro alle Olimpiadi ad Atene 2004 nella prova a squadre.

Il saluto di Stefano Cerioni, c.t. dell’arma più vincente della storia della disciplina (ruolo che ha ricoperto dal 2008 al 2012 e dal 2021 a questo inizio di 2025, ma anche dal 2004 al 2008 solo per la maschile), parte rivendicando proprio la lunga lista di successi ottenuti: 64 medaglie d’oro, 42 d’argento, 46 di bronzo, 152 podi totali tra Coppa del Mondo, campionati Europei e Mondiali, e Olimpiadi. «Questi sono i risultati della mia gestione alla guida del fioretto maschile e femminile dal 2021 fino agli ultimi trionfi nelle gare di Torino della scorsa settimana (dove a salire sul gradino più alto del podio sono stati Favaretto nel femminile e l’anconetano “Tommy” Marini nel maschile ndr). Li rivendico nel momento in cui la Federazione ha deciso di non confermarmi nel ruolo di commissario tecnico. La vanità non mi appartiene, il lavoro sì. Voglio farlo per il rispetto morale e professionale che devo a me stesso e alle atlete e agli atleti, alle maestre e ai maestri e a tutti i componenti dello staff – nessuno escluso – che con il loro impegno e le loro capacità hanno contribuito al raggiungimento di traguardi che solo l’Italia può vantare nel mondo».

Quindi, la stoccata che proprio in…punta di fioretto non è. «La competizione – scrive – fa parte della mia vita da mezzo secolo. In pedana o a bordo pedana cambia niente, perché il tentativo di battere l’avversario è una sfida che richiede studio, passione, tenacia, intelligenza, capacità e voglia di migliorare. Sempre. A patto però di avere l’avversario di fronte e non dentro casa. Ritengo ingiusta, sbagliata e illogica la decisione della Federazione di non confermarmi alla guida del fioretto maschile e femminile. Mi è stato detto che si tratta di una scommessa. Parola fuori posto in un contesto dove contano i valori dello sport nel senso più alto del termine. Valori che non contemplano giochi di potere o labirinti politici. Noi non abbiamo trovato il tesoro senza muovere la terra. Io, le atlete, gli atleti e lo staff abbiamo costruito e cementato un gruppo compatto e granitico che porta soddisfazioni e trofei a se stesso e all’Italia. Lo dico con orgoglio e senza falsa modestia – chiude Cerioni – lascio il fioretto molto meglio di come l’ho trovato».

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www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-02-16 08:53:27 da


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