[ad_1]

Oltre ad essere una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, che negli ultimi 15 anni è stato implicato nello spaccio e nel traffico di sostanze stupefacenti, è anche sospettato di appartenere al clan dei casalesi. Nei confronti di Enrico Zupo, già implicato nell’operazione Darknet delle Fiamme Gialle nel 2020, i militari della Guardia di Finanza di Rimini hanno eseguito un decreto di confisca delle quote sociali e dei beni strumentali di 2 società rumene ed un terreno ubicato in Romania per un valore stimato complessivo di circa 24,5 milioni di euro. Il provvedimento è stato emesso nei confronti del malvivente, che negli ultimi anni risultava residente nel riminese, dalla Procura della Repubblica di Bologna su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Le indagini delle Fiamme Gialle avrebbero evidenziato, a fronte dell’esiguità dei redditi dichiarati, una sproporzione rispetto al patrimonio posseduto e al tenore di vita condotto.
Leggi le notizie di RiminiToday su WhatsApp: iscriviti al canale
Secondo gli inquirenti “l’affiliato al clan dei casalesi ha commesso, associandosi con esponenti del cartello criminale, plurimi reati di spaccio e traffico di sostanze stupefacenti in un significativo arco temporale – oltre quindici anni – da cui ha tratto profitti, i quali a loro volta hanno costituito, almeno in determinate epoche, l’unico suo reddito e del nucleo familiare o, quanto meno, una componente significativa dello stesso”.
Abbonati alla sezione di inchieste Dossier di RiminiToday
Dal punto di vista patrimoniale la ricostruzione effettuata dagli specialisti del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Rimini ha permesso di acquisire elementi in ordine alla disponibilità del soggetto di beni immobili ed aziende di valore sproporzionato al reddito dichiarato e all’attività economica svolta in Romania dove il malvivente ha soggiornato nel 2008, periodo in cui era latitante, al fine di
sottrarsi ai provvedimenti cautelari emessi nei suoi confronti. Il provvedimento è stato eseguito in Italia ed in Romania, attivando la procedura prevista dal Regolamento europeo relativo al riconoscimento reciproco dei provvedimenti di congelamento e di confisca (Ue), entrato in vigore il 19 dicembre 2021. Decisivo è stato il ruolo dell’Ufficio italiano presso Eurojust, l’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale che aiuta le Amministrazioni nazionali a collaborare per combattere il terrorismo e gravi forme
di criminalità organizzata che interessano più di un Paese dell’Unione.
www.riminitoday.it è stato pubblicato il 2025-03-19 08:01:56 da

0 Comments