[ad_1]
REGGIO EMILIA – Quando, nel 1821, Antonio Galloni, giovane brillante psichiatra, assunse la direzione della “casa dei pazzi” del ducato estense, l’originaria struttura del San Lazzaro non era ancora intitolata a Bénédict Augustin Morel, famoso psichiatra francese morto nel 1873.
Fin dalle origini il San Lazzaro guardò alla scienza psichiatrica d’oltralpe. Galloni era discepolo di Philippe Pinel, convinto che il malato di mente non fosse un indemoniato da tenere in catene, ma una persona con cui stabilire una relazione dandogli regole nella vita quotidiana, dalla sveglia alla passeggiata, anche se in cortili chiusi, tenendolo impegnato in un lavoro secondo i principi dell’ergoterapia. Il padiglione Morel, ammodernato e ingrandito, ospitava sia le donne cosiddette “tranquille” sia le “agitate” per le quali erano previste celle di isolamento.
Qui sono nate le officine, come attesta la ciminiera ancora esistente, con il panificio, la falegnameria, la lavanderia, le macchine per la generazione di energia. C’erano…
www.reggionline.com è stato pubblicato il 2024-07-19 10:45:04 da Alessio Fontanesi

0 Comments