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Marciapiedi, strade, piste ciclabili, aree pedonali. 21 milioni i metri quadrati di suolo pubblico di Torino che saranno riqualificati e trasformati, rimuovendo anche le barriere architettoniche, grazie al contributo straordinario della Fondazione CRT.
32 milioni di euro che permetteranno di attivare ben 140 cantieri sparsi in tutti i quartieri della città a partire da novembre, terminate le gare d’appalto.
La cura
“Per noi la cura del territorio vuol dire che questo territorio ha ancora più possibilità di essere attrattivo e svilupparsi” spiega Anna Maria Poggi, presidente della fondazione CRT.
I fondi messi a disposizione della città e del progetto “Torino cambia, spazi che uniscono” sono una sorta di tesoretto della Fondazione CRT derivante da crediti fiscali residui. Nei primi mesi di quest’anno l’Agenzia delle Entrate ha chiarito le modalità con cui possono essere usati. I 32 milioni stanziati ora sono solo il primo di una serie di interventi.
“Sono sei volte il valore che normalmente viene speso per queste attività in città, quindi un alto impatto. Ringraziamo Fondazione Crt di aver creduto in questo progetto” commenta Stefano Lo Russo, sindaco di Torino.
Tecnologie e cambiamento climatico
L’obiettivo è un lavoro di manutenzione profonda – entro il 2027 – che tenga conto anche degli impatti del cambiamento climatico e dei sempre più frequenti eventi estremi sul suolo pubblico. 18 mesi la durata prevista dei cantieri che, grazie all’uso di diversi sistemi tecnologici, non dovrebbero sovrapporsi ai lavori già in corso in diverse aree della città.
Servizio di Elena Cestino
montaggio di Paola Galassi
interviste ad Anna Maria Poggi, presidente Fondazione CRT e Stefano Lo Russo, sindaco di Torino
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