[ad_1]
“Siamo esasperati, non riusciamo a dormire, soluzioni all’orizzonte non se ne vedono. Come possiamo andare avanti così?”. È con queste parole che due residenti di via Maccani a Trento iniziano la descrizione di quello che, a tutti gli effetti, appare come un calvario. Il motivo? Musica alta nel cuore della notte proveniente da una discoteca lì vicino.
I residenti che illustrano a TrentoToday questa situazione vivono davvero a pochi passi dal locale. Non ricordano con esattezza quando sono cominciati i problemi con la musica a tutto volume ma, sicuramente, prima del Covid se sostengono che: “Durante il lockdown, con il locale chiuso come tutti, è stato un sogno. Si dormiva sempre e in maniera beata”. Poi le cose sono cambiate in peggio per i residenti.
Le chiamate alle forze dell’ordine
Le telefonate alla polizia locale e alla questura ormai non le contano più. E nonostante gli interventi, i residenti sostengono che tutto resti sostanzialmente immutato: “Sì, quando arrivano le pattuglie la musica viene abbassata, ma poi tutto torna come prima”. Interventi che, come confermato da ambienti vicini alla questura, avvengono praticamente ogni fine settimana.
Tanti anche i messaggi al sindaco di Trento, Franco Ianeselli, ma, anche in questo caso le cose non sono cambiate e la musica continua a uscire alta e a disturbare il sonno dei residenti. Soluzioni nell’immediato, però, non se ne vedono nel concreto.
“Noi non sappiamo cosa si possa fare e a dire il vero non dovremmo essere nemmeno noi ad occuparcene. Forse tenere le porte chiuse del locale o spostarlo da qualche altra parte della città, magari meno abitata, tipo la zona dell’Interporto? Sono solo ipotesi, ipotesi fatte da cittadini esasperati” dicono i residenti.
Esposti e raccolta firme
Il primo esposto fatto a prefetto, questore, sindaco e polizia municipale è datato 25 settembre 2022 e parla letteralmente di “situazione di invivibilità con riferimento alla musica” in particolar modo il venerdì e il sabato dalle 23 alle 6. Non solo, poiché nell’esposto si lamentava anche “l’oggettiva e grave omissione da parte degli enti preposti ai fini del rispetto delle norme del vivere civile, di un più efficace controllo e della conseguente repressione delle violazioni in materia di disturbo alla quiete pubblica, pur in considerazione degli innumerevoli solleciti inoltrati a tutt’oggi a chi di dovere”.
Lo scorso 21 agosto è stato fatto il secondo esposto alla questura, in cui si aggiunge quanto confermato dagli stessi durante l’intervista: “Le continue chiamate al 112 hanno avuto effetto solo temporaneo, con il volume che veniva immediatamente alzato non appena la pattuglia si allontanava”. Entrambi gli esposti sono stati corredati da una trentina di firme raccolte da parte dei residenti. Nulla, sostengono, è però cambiato.
L’ordinanza
Anche la Provincia, nel 2023, è intervenuta in merito a questo locale, con un’ordinanza a firma del dirigente Marzio Maccani in cui si ordinava la cessazione dello svolgimento di spettacoli e trattenimenti pubblici nel locale. Intanto, i residenti non sanno più letteralmente a che santo votarsi: “Chi può faccia qualcosa, qualunque cosa: noi non ce la facciamo più. Non riuscire a dormire per la musica alta e talvolta pure per gli schiamazzi è usurante. Alcuni di noi sono veramente a pezzi”.
www.trentotoday.it è stato pubblicato il 2024-08-31 17:56:00 da
0 Comments