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“Una squadra di altissimo livello, coesa, competente e attiva sul territorio, capace di interagire con la nostra comunità con interventi e azioni di qualità nei vari settori della vita cittadina e dell’intera provincia riminese”. Il commento del segretario provinciale della Lega riminese, Elena Raffaelli, fa riferimento al direttivo provinciale del partito che, durante l’ultima seduta, ha provveduto ad affidare ai suoi componenti le deleghe di competenza per settori. “A Massimiliano Baietta – informa Raffaelli citando i nomi del direttivo in ordine alfabetico – sono affidate le deleghe alla sicurezza e all’ambiente; a Leonardo Bindi vanno le deleghe che riguardano digitalizzazione, mobilità e infrastrutture; a Enzo Ceccarelli sono affidati il turismo e i rapporti con le Associazioni sul territorio; a Claudio Di Lorenzo la delega di responsabile delle campagne elettorali; a Veronica Pontis la delega alla comunicazione social; a Gianluca Sardella il settore sport. A me sono state affidate le deleghe che riguardano i settori sociale, scuola e formazione. Infine confermati i due incarichi di responsabile dell’organizzazione, affidato a Cristiano Mauri, e degli Enti locali, affidato a Gennaro Mauro”.
Allo stesso tempo, in una nota stampa, Marzio Pecci ha rassegnato le proprie dimissioni dal partito. “La mia storia politica con la Lega finisce ufficialmente oggi con le dimissioni comunicate poco fa al Segretario Regionale Jacopo Morrone – spiega in una nota stampa.
Avevo accettato, nel 2016, la proposta di rappresentare la Lega nel Consiglio Comunale di Rimini con l’ambizione di svolgere un’azione politica concreta per il bene della città e con la prospettiva di costruire un partito locale fortemente rappresentativo.
Al termine della consiliatura la mia attività e quella di gran parte del gruppo di simpatizzanti e militanti si è scontrata con i personalismi dei dirigenti, che hanno imposto soluzioni che si sono rivelate, al voto, errate e che hanno disgregato il gruppo di lavoro creato.
Oggi il partito a Rimini è solo una bandiera ammainata che ha perso l’agibilità politica anche se prova a reggersi su un capogruppo che gode di consenso personale al di fuori del mondo della Lega, ma alla quale rimane estraneo. Ho atteso un po’ di tempo prima di lasciare perché confidavo in un mutamento di organizzazione, purtroppo ciò non è avvenuto e non è immaginabile che avverrà nel futuro prossimo.
“I disastri compiuti dal gruppo dirigente sono numerosi – conclude – ed hanno causato la fuga dei militanti della Valconca, della Valmarecchia, di Rimini, fino alla debacle di Riccione con disconoscimento delle azioni giudiziarie da parte dei partiti di coalizione del centrodestra. Ai dirigenti del partito dico solo che nulla origina da ciò che non è ed i risultati fallimentari lo dimostrano.
Purtroppo i capricci del destino del partito sono franati davanti alle domande dei cittadini e del territorio ed hanno dimostrato che la sapienza politica non si inventa. Lascio, dunque, con il rammarico di aver confidato in persone che si sono rivelate opache e distruttive, ma con la serenità di poter continuare a coltivare i valori di libertà e riformismo, che hanno sempre contraddistinto il mio impegno politico”.
www.riminitoday.it è stato pubblicato il 2023-11-11 15:56:12 da

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