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12 Gennaio 2025
Come ogni anno, da quasi dieci anni, Fratelli d’Italia nella prima domenica di gennaio commemora la morte di i morti degli anni ’70, vittime della “guerra politica” che insanguinava l’Italia. Una commemorazione che nel tempo si è allargata fino a comprendere gli eroi caduti in guerra, i magistrati uccisi dalla mafia, i militari impegnati nelle missioni di pace nei vari conflitti internazionali, i “figli d’Italia”.
La cerimonia prevede un piccolo corteo funebre composto da tre fermate, una davanti a Goffredo Mameli, un’altra davanti a Stefano Recchioni morto ad Acca Larentia e l’ultimo nel sacrario dei caduti della Prima Guerra mondiale. Durante le soste si susseguono performance teatrali e interventi. Si ricordano gli italiani vittime della foibe “uccisi dai comunisti jugoslavi” così come gli “ebrei deportati dal ghetto dai nazisti” senza però citare la responsabilità del governo fascista nell’alleanza con Hitler e delle leggi razziali.
Si ricordano le “eroiche vittime di destra uccise dalla canaglia comunista negli anni ’70”, così come i morti di sinistra senza però mai citare alcuna responsabilità dei fascisti.
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www.lapresse.it è stato pubblicato il 2025-01-12 15:07:32 da LaPresse

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