VIDEO – Naufragio Cutro, acquisiti agli atti del processo tre dramm…


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CROTONE – Sono immagini drammatiche quelle acquisite dal Tribunale di Crotone nel corso dell’udienza del 14 febbraio del processo contro i presunti scafisti del caicco naufragato a Steccato di Cutro il 26 febbraio 2023. Si tratta di tre video difficili da guardare. Sono stati girati dai pescatori che per primi intervennero in soccorso dei migranti che si trovavano a bordo della ‘Summer Love’, la barca schiantatasi sulla costa calabrese il cui naufragio ha causato 94 vittime. Sono documenti che probabilmente serviranno poco per l’esito processuale, ma che raccontano il dramma avvenuto quella notte a Steccato di Cutro. Due video sono di poco precedenti al naufragio e riprendono il mare scuro ed agitato con la barca che sembra ancora galleggiare: in questi video ci sono le voci ed i volti dei migranti che si sono tuffati ed hanno raggiunto la spiaggia da soli. Il video più lungo, di quasi 7 minuti, è quello più drammatico ed è successivo all’affondamento. Lo si capisce perché si vedono i pezzi della barca arrivare in spiaggia. 

Nelle immagini, girate alla luce di una torcia, colpiscono le urla strazianti dei migranti. Si vede il tentativo dei pescatori di salvarne il più possibile. “Di qua, di qua” urlano i soccorritori. Si sentono le loro imprecazioni quando trovano alcune persone già morte: “C’è una ragazza, una ragazza morta…”. I primi soccorritori, tra cui anche un pescatore che sa qualche parola di turco, si accertano delle condizioni dei sopravvissuti, li aiutano a mettersi in salvo tirandoli via dalle onde del mare. Sulla spiaggia trovano una donna in piedi completamente bagnata che  urla dei nomi, probabilmente di parenti finiti in acqua. Il pescatore che ha girato il vide cerca di rassicurarla: “è arrivata la polizia, ora ci aiutano”. C’è un ragazzo appena messo in salvo che torna verso il mare per soccorrere un altro migrante. Il pescatore cerca di fermarlo e va in suo aiuto. Poi il ragazzo emerge dalle onde e viene messo al sicuro: “It’s fine?” gli viene chiesto. Poi un altro pescatore dice di portare dell’acqua ai naufraghi. Viene recuperato anche il corpo senza vita di una donna: l’acqua l’ha denudata ed uno dei soccorritori, dopo averla spostate sulla spiaggia, la copre con delicatezza recuperando una maglia. Per i pescatori è pericoloso entrare in acqua perché il rischio di essere risucchiati dal moto ondoso è alto. Urlano “come, come” e si avvicinano alle onde porgendo braccia e mani ai migranti.  



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www.ilcrotonese.it è stato pubblicato il 2024-02-14 18:15:00 da


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