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SAN DEMETRIO NE’ VESTINI – “Qualcosa deve essere andato storto nei programmi del Comune di San Demetrio Ne’ Vestini, i cui calcoli, tutti a carico dei contribuenti, non sono andati come sperava, visto che il Tar dell’Aquila, 24 novembre scorso, ha immediatamente sospeso l’ordinanza di demolizione emessa in danno della Progetto Stiffe SpA e il 9 dicembre ha sospeso l’ordinanza comunale che inibiva l’attività di Casale Liberati: doppia bocciatura anche dal Tar.
A fronte di un esborso di circa 120.000 euro per attività legali, più dell’intera addizionale comunale, nonché di un nuovo immobile, all’esito di tutte le batoste giudiziarie subite, ad oggi sarebbe auspicabile che il Comune decida, finalmente, di investire diversamente i soldi dei contribuenti al cui giudizio dovranno certamente rispondere”.
Lo scrive in una nota la stessa Progetto Stiffe che ripercorre le tappe del contenzioso con il Comune di San Demetrio Ne’ Vestini (L’Aquila).
Di seguito la nota completa.
“All’indomani della sentenza del 30 maggio scorso per il giudizio 665/2020, emessa dal Tribunale dell’Aquila, per il giudizio civile promosso dal Comune di San Demetrio contro Progetto Stiffe SpA, che ha visto lo stesso soccombente, con il riconoscimento in capo alla Progetto Stiffe degli immobili denominati Livigno e la refusione di tutte le spese legali, il Comune invece di trovare una soluzione che evitasse ulteriore dispendio di denaro pubblico (ad oggi circa 120.000 euro), ha iniziato un altro contenzioso notificando alla Progetto Stiffe un ordinanza di demolizione dei manufatti siti in via del Mulino.
Quale sarebbe, quindi, il bene e l’interesse pubblico che il comune intende perseguire? Infatti risulta quantomeno strano che a distanza di 11 anni il Comune voglia verificare presunte violazioni alle norme urbanistiche, quando esso stesso ha autorizzato la costruzione delle strutture, è socio della Progetto Stiffe S.p.A. (società a partecipazione pubblico-privata), ha legittimato tutte le fasi di costruzione e messa in funzione dell’attività commerciale, la cui inaugurazione è stata fatta dal sindaco il 25/6/2011 con tanto di fascia tricolore! Né si può sottacere che il presidente dei revisori dei conti della Progetto Stiffe SpA e il vicepresidente del cda per statuto societario sono di nomina del Comune stesso! Gestione e controllo sono pertanto nei poteri di emanazione comunale.
Posizione quindi discutibile per l’ente che emette e controlla per sua costituzione tali atti e poi li giudica illegittimi a distanza di anni per motivi che si palesano più di sapore politico che giuridico. Ciò anche in considerazione del fatto che il titolo edilizio è stato emanato proprio dal Comune in base ad un particolare caso previsto dalle norme. Inoltre la Progetto Stiffe S.p.A., già titolare dell’autorizzazione fin dal 1998 per esercizio di attività di somministrazione di alimenti e bevande in loc.
Stiffe, dopo gli eventi sismici ha trasferito l’attività nella nuova struttura in via del Mulino, depositando a tal uopo tutta la documentazione necessaria, ed Comune di San Demetrio Ne’ Vestini, dopo le dovute verifiche di legge, nulla osservava in merito alle autorizzazioni edilizie:il Comune quindi boccia se stesso e tutti gli atti da lui emanati per ben 11 anni. Senza considerare la responsabilità per gli eventuali danni subiti dalla Progetto Stiffe scaturenti dal legittimo affidamento riposto dalla Progetto Stiffe S.P.A. nei confronti del Comune a causa di tutti i provvedimenti e comportamenti messi in atto nel corso degli anni passati già certificati. Dal mese di maggio infine, il villaggio è stato dato in gestione alla Ditta Casale Liberati, enoteca che svolge attività di pregio con una esperienza decennale che ha dato valore aggiunto al borgo di Stiffe già da anni, e da valore e qualità anche alla gestione delle Grotte, e anche la Casale Liberati oggi ha subito gravi danni, essendo stata destinataria anch’essa, di un’ordinanza che gli ha impedito l’attività commerciale per oltre un mese!”.
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