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Federico Cutigni, giovane corda di Dies Natalis: ‘Un’emozione forte e indescrivibile per noi’
La piazza, la gente, le luci: gli ingredienti di un Trasporto vicino ai ragazzi

05/09/2024 – 07:12
di Elsa Berardi

VITERBO – A Santa Rosa, festa di comunità, si incontrano spesso giovani volenterosi con la condivisione e il sacrificio dentro: Federico Cutigni, nel Sodalizio dei Facchini dal 2019, è stato parte delle Corde del Trasporto, ma legge in questa ricorrenza sentimenti che pervadono l’anima come se avesse un’esperienza più lunga. Il ragazzo parla del capolavoro di Ascenzi con voce roca ma sincera, sottolineando condizioni ed effetti speciali del Trasporto e soprattutto l’autenticità di un momento da raccontare, in special modo agli amici di una vita e a quelli conosciuti nelle fila del Sodalizio.
“A noi, quando andiamo via dal boschetto – ha spiegato Cutigni – e facciamo il percorso al contrario, nel momento in cui siamo a piazza Fontana Grande e vediamo la Macchina, viene un’emozione forte dentro che è indescrivibile. Vediamo inoltre tutta la gente intorno ed è veramente un momento forte”. Con il cuore in tumulto e straripante di meraviglia, il giovane è divenuto parte di una tradizione che si rinnova anche nella struttura della Macchina sollevata.
Dies Natalis è quasi pirotecnica, con le sue bellissime luci e il suo assetto imponente. Cutigni ha lasciato al Viterbo News parole ricche di incanto per l’opera architettonica: “La Macchina ha una struttura nuova, esagonale: pur riprendendo le vecchie Macchine, è innovativa perché sono state rappresentate le statue con la tecnologia dei tempi di oggi. Prima una macchina del genere non si sarebbe potuta fare: è vicina al passato, ma guarda al futuro, sempre al miglioramento”.
Il capolavoro è davvero speciale e la giovane corda non ha fatto a meno di descriverci con dovizia di caratteristiche la presenza di materiali contemporanei, in un fascino che rimane però sacro, “old school”, animato soltanto dalle tante braccia protese a sorreggerlo e a fare di Viterbo un vero spettacolo.
“Di notte la Macchina dà un effetto che illumina la folla, ha delle luci per me particolarissime, che, quando sono accese, la rendono tutta un’altra cosa”, ha affermato Cutigni, che subisce anche la bellezza dell’atmosfera di unione tra i facchini.
Ci sono stati meno facchini sotto il Corso e l’andatura è stata sicuramente di velocità moderata, essendo importanti le dimensioni di Dies Natalis: una novità per cui Cutigni e i suoi colleghi, i “leoni di Viterbo”, come da lettera di Mecarini, stravedono all’ennesima potenza. Colori, dettagli, gente, piazze e gioia vera, indimenticabile: queste sono le parole del Trasporto dei ragazzi, che amano essere conquistati dalla semplicità.
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L’articolo Viterbo News 24 – Federico Cutigni, giovane corda di Dies Natalis: ‘Un’emozione forte e indescrivibile per noi’
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