[ad_1]
Prosegue l’impegno del Piemonte per supportare con aiuti umanitari la cittadinanza palestinese, stremata dopo oltre un anno di bombardamenti israeliani. Grazie al progetto Food for Gaza, 14 bambini malati oncologici verranno portati fuori dalla Striscia per essere curati nelle strutture mediche di Piemonte, Lazio, Lombardia. E in futuro, anche altre strutture italiane, perché “l’obiettivo è aumentare ulteriormente il numero di questi bambini”, ha spiegato il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando con i giornalisti sul volo verso Israele, accompagnato dalla ministra dell’Università e della ricerca, Anna Maria Bernini.
Nel corso della riunione del tavolo politico del progetto italiano lo scorso 22 gennaio, presieduto da Tajani insieme a Bernini, è stato deciso di ampliare il focus dell’iniziativa verso la ricostruzione di Gaza, a partire dal settore sanitario: specifica attenzione prioritaria è stata data inoltre al tema delle evacuazioni mediche dalla Striscia di bambini malati, insieme alle loro famiglie, per essere curati in Italia.
Le autorità egiziane hanno quindi dato la loro disponibilità a fare entrare via Rafah i malati presi dall’Italia, che ha preparato un elenco di 14 bambini con relativi familiari, per un totale di 42 persone. L’orizzonte temporale potrebbe essere quello del 15-16 febbraio per l’evacuazione dalla Striscia verso il Cairo, e successivamente il trasporto in Italia: 4 bambini a Milano, 2 a Monza e 8 divisi tra Torino e Roma, rispettivamente al Regina Margherita e all’Umberto I. Ma sui tempi non c’è ancora alcuna certezza: “La procedura burocratica è lunga, il problema non sono i bambini ma chi li accompagna” e i relativi controlli palestinesi e israeliani per autorizzare la loro uscita, ha spiegato Tajani. “Basta che cambia il nome di una persona e bisogna ricominciare”. Ma l’Italia è pronta ad andare avanti e a lavorare anche ad allargare questi numeri: “Vogliamo fare di più”, ha detto il vicepremier sottolineando che l’iniziativa italiana è “puramente umanitaria” e gode del sostegno di israeliani e palestinesi: “Sia a Ramallah sia a Gerusalemme si fidano degli italiani”.
In futuro “potremmo evacuare ulteriori decine di bambini, dipenderà dalla disponibilità delle strutture italiane. Se poi riusciamo ad allargare l’iniziativa ogni regione potrà contribuire. È un progetto pilota”, ha spiegato l’ambasciatore presso la Fao Bruno Archi, coordinatore di Food for Gaza. Il capitolo sanitario dell’iniziativa italiana è pronto anche ad allargarsi alla fornitura di protesi, “ma è una questione delicata, sono protesi sofisticate e tanti materiali di realizzazione sono considerati ‘dual use‘”, scopi civili ma anche militari, quindi di complessa autorizzazione secondo Archi. Intanto, alla missione partecipano anche quattro medici per costruire un ponte con le autorità palestinesi per coordinare il trasferimento dei bambini e più in generale, avviare i contatti per una collaborazione nel campo sanitario.
www.rainews.it è stato pubblicato il da
0 Comments